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Carne coltivata in laboratorio: il futuro dell’alimentazione

Che ci crediate o meno la produzione di carne è responsabile del 15% delle emissioni globali di gas serra. Gli allevamenti di bestiame producono emissioni in ogni punto della catena di produzione, a partire dai pascoli in cui vengono allevati gli animali che sono sempre più spesso sottratti ad aree boschive.
In secondo luogo la digestione degli animali allevati (specialmente le vacche) emette grandi quantità di metano.
Il cibo impiegato per dare da mangiare agli animali viene coltivato dove prima vivevano foreste (l’80% della foresta amazzonica disboscata viene impiegata per produrre soia da dare alle mucche).
Infine la lavorazione e la distribuzione del prodotto finito è responsabile di grandi quantità di CO2 emesse, soprattutto quando la carne viene importata da zone distanti del mondo.

Per fortuna ci vengono incontro alcune aziende che propongono un’alternativa alla carne prodotta convenzionalmente, valida sia in termini di gusto che di nutrienti.
Da qualche anno infatti, in molti si sono cimentati nella creazione di un prodotto in tutto e per tutto simile alla carne di origine animale.
Sono essenzialmente due i metodi con cui si sta provando a compiere l’impresa: la Carne vegetale o la carne sintetica coltivata in laboratorio.

Carne sintetica coltivata in laboratorio.

La carne sintetica o “ingegnerizzata” viene prodotta in laboratorio tramite la manipolazione chimica e fisica di cellule muscolari. Il primo ad aver creduto nel progetto fu Mark Post, dell’università olandese di Maastricht. Nei primi tempi fu infatti l’europa ad essere all’avanguardia nel campo, prima che la silicon valley investisse ingenti capitali in aziende statunitensi
Al termine della produzione si ottiene un prodotto molto simile alla carne da allevamento, con la differenza che non è stata necessaria la macellazione di alcun essere vivente per produrla. Ed è proprio questo l’enorme passo in avanti: produrre carne senza passare dallo sfruttamento del suolo, dell’acqua e dalla produzione di CO2 causata dagli allevamenti tradizionali è fondamentale per ridurre l’impronta ecologica e aprire le porte per un futuro sostenibile. Al di là ovviamente dei benefici etici che questa innovazione comporta, infatti si macelleranno sempre meno animali, man mano che la tecnologia conquisterà il suo spazio nel mercato.

Come si ottiene la carne coltivata?

Prelievo delle cellule muscolari

La base di partenza per “coltivare” la carne ce la fornisce ovviamente madre natura.
Il processo di produzione inizia quindi prelevando, tramite biopsia, una piccolissima porzione di tessuto dall’animale (questa fase di prelievo non reca alcun danno o dolore all’animale coinvolto).

Differenziamento

Le cellule prelevate dalla biopsia sono cellule miosatelliti, ossia delle cellule staminali multipotenti (che hanno il potenziale di diventare qualsiasi tipo di cellula legata all’apparato muscolare). Da queste cellule si ottengono i mioblasti, i quali vengono successivamente differenziati 

in miociti attraverso l’impiego di sostanze apposite come la miogenina.
Questi ultimi sono le cellule che compongono i muscoli scheletrici di ogni animale e sono le unità di partenza per poter costruire un intero tessuto muscolare.

Coltivazione

Le cellule, per poter crescere e proliferare richiedono nutrimento che viene fornito mediante mezzo di coltura costituito da acqua, glucosio e una mistura chiamata mezzo basale che contiene aminoacidi, lipidi, vitamine e sali.
Spesso viene aggiunto siero fetale bovino che favorisce la proliferazione e la crescita. Il siero fetale bovino costituisce una contraddizione etica, infatti causa la morte del feto in questione. Si sta lavorando però ad alcune soluzioni vegetali a base di riso o soia.

Il tessuto necessita inoltre di ossigeno che nell’animale viene trasportato tramite i vasi sanguigni. Per ovviare a questo problema, in laboratorio si utilizza un bioreattore, ossia un contenitore in cui viene inserito un flusso di ossigeno e altri nutrienti.
Il bioreattore oltre che risolvere il problema 

dell’ossigenazione, fornisce stimoli meccanici al tessuto muscolare per migliorarne la crescita.
Il più grande bioreattore idoneo per questo processo ha un volume di circa 25.000 litri e, secondo Mark Post, può produrre carne per 10.000 persone.

Benefici ambientali della carne coltivata

I benefici  ambientali prodotti dalla carne in laboratorio sono enormi. Il divario tra l’inquinamento prodotto dagli allevamenti e quello prodotto dalla carne coltivata non lascia spazio a interpretazioni, basta guardare i dati:

Stiamo correndo verso un futuro in cui le bocche da sfamare saranno sempre di più.
Con il sistema di produzione che impieghiamo adesso non riusciremo a soddisfare l’intero fabbisogno mondiale, non in maniera sostenibile. Investire sulla produzione di carne coltivata è necessario, oltre che essere a mio avviso un’intelligente mossa finanziaria visto il suo incredibile andazzo sul mercato.
Lo stesso Bill Gates ha investito grosse somme nell’azienda Memphis Meats.

Benefici della carne coltivata sulla salute

La carne coltivata presenta le caratteristiche chimiche di quella animale, con la differenza che le componenti possono essere manipolate a beneficio della nostra salute.

I grassi poco sani della carne animale possono essere sostituiti con omega3 o altri componenti meno dannosi.
In un futuro non molto lontano le componenti della carne coltivata saranno sempre più specifiche e adatte alle singole esigenze del consumatore. Siamo di fronte all’alimento del futuro, sotto ogni aspetto.
La carne coltivata sarebbe del tutto sterile e non ci sarebbe nessun rischio di contaminazione o di trasmissione di malattie o parassiti.

Le aziende che producono carne coltivata

La tecnica che permette di coltivare la carne non impone alcun limite in quanto alla specie dell’animale che si vuole riprodurre. Esistono infatti aziende che coltivano diversi tipi di carne:

  • Memphis Meats (pollo e anatra)
  • Aleph Farms (manzo)
  • Finless food (tonno)

Dilemma etico

Scegliere di consumare carne vegetale invece che animale è un atto di amore e rispetto nei confronti degli animali e dell’ambiente. Chi si considera ambientalista e sostiene di tenere al nostro pianeta non può rimanere indifferente proprio ora che la scienza ci offre delle alternative. Gli allevamenti spesso non garantiscono condizioni di vita dignitose all’animale, anzi. Quante volte abbiamo sentito e visto atrocità commesse nei confronti di vacche, maiali e polli stipati in allevamenti intensivi immersi nelle loro feci e imbottiti di antibiotici. Oltre che essere abominevole trattare in questa maniera altri esseri viventi, la loro carne sarà tutt’altro che sana e nutriente.

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